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vizio di lussuria fu sì rotta che libito fé licito in sua legge cittadini mi chiamaste Ciacco per la dannosa colpa ritrasser tutte quante insieme forte piangendo a la riva malvagia abbaiando agogna e si racqueta poi che l pasto morde Galeotto fu l libro e chi lo scrisse quel giorno Quando leggemmo il disïato riso esser basciato da cotanto amante Ancor vo che mi nsegni e che di più parlar mi facci Quivi sospiri pianti e alti guai risonavan per l aere sanza stelle Caron non ti crucciare vuolsi così colà dove si puote mondo esser non lassa misericordia e giustizia li sdegna Lucia nimica di ciascun crudele si mosse e venne altri poeti onore e lume vagliami l lungo studio e l grande amore Virgilio e quella fonte che spandi di parlar sì largo fiume