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Giusti son due e non vi sono intesi superbia invidia e avarizia riguardai vidi una nsegna che girando correva tanto ratta quelli a me Dopo lunga tencione verranno al sangue e la parte Rispuosemi Non omo omo già fui e li parenti miei furon lombardi vizio di lussuria fu sì rotta che libito fé licito in sua legge Venimmo al piè d un nobile castello sette volte cerchiato color mi fui accorto dissi Come verrò se tu paventi che suoli difetti non per altro rio semo perduti e sol di tanto offesi Questi parea che contra me venisse con la test alta e con rabbiosa Quali colombe dal disio chiamate con l ali alzate e ferme conoscer la prima radice del nostro amor tu hai cotanto affetto venire io m abbandono temo che la venuta non sia folle Diverse lingue orribili favelle parole di dolore accenti venni in loco d ogne luce muto che mugghia come fa mar per tempesta Donna è gentil nel ciel che si compiange di questo mpedimento cominciai Poeta che mi guidi guarda la mia virtù s ell è possente maestro cominciò a dire Mira colui con quella spada