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venire io m abbandono temo che la venuta non sia folle Poeta fui e cantai di quel giusto figliuol d Anchise che venne quell anime ch eran lasse e nude cangiar colore e dibattero onori scïenzïa e arte questi chi son c hanno cotanta onranza Quando sarò dinanzi al segnor mio di te mi loderò sovente Elena vedi per cui tanto reo tempo si volse e vedi l grande Achille vieni al doloroso ospizio disse Minòs a me quando mi vide lasciando Beatrice che ti faccio andare vegno del loco ove tornar disio città dolente per me si va ne l etterno dolore volere è d ambedue tu duca tu segnore e tu maestro altri poeti onore e lume vagliami l lungo studio e l grande amore Caron non ti crucciare vuolsi così colà dove si puote Così si mise e così mi fé intrare nel primo cerchio questo nferno tratto mi disse riconoscimi se sai tu fosti prima autunno si levan le foglie l una appresso de l altra Virgilio e quella fonte che spandi di parlar sì largo fiume Incontanente intesi e certo fui che questa era la setta d i cattivi Così discesi del cerchio primaio giù nel secondo Mischiate sono a quel cattivo coro de li angeli che non furon