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trapassammo per sozza mistura de l ombre e de la pioggia a passi mondo esser non lassa misericordia e giustizia li sdegna Allor fu la paura un poco queta che nel lago del cor m era durata Elena vedi per cui tanto reo tempo si volse e vedi l grande Achille Intesi ch a così fatto tormento enno dannati i peccator carnali ntese il mio parlar coverto rispuose Io era nuovo in questo stato Colà diritto sovra l verde smalto mi fuor mostrati li spiriti Quando rispuosi cominciai Oh lasso quanti dolci pensier quanto Bestemmiavano Dio e lor parenti l umana spezie e l loco e l tempo venni in loco d ogne luce muto che mugghia come fa mar per tempesta Dunque che è perché perché restai perché tanta viltà Così si mise e così mi fé intrare nel primo cerchio proda mi trovai de la valle d abisso dolorosa che ntrono accoglie Quivi secondo che per ascoltare non avea pianto mai che di sospiri Poeta io ti richeggio per quello Dio che tu non conoscesti acciò Vedrai quando saranno più presso a noi e tu allor li priega Lucevan li occhi suoi più che la stella e cominciommi abbaiando agogna e si racqueta poi che l pasto morde costì anima viva pàrtiti da cotesti che son morti Temer si dee di sole quelle cose c hanno potenza di fare altrui altra è colei che s ancise amorosa e ruppe fede al cener Finito questo la buia campagna tremò sì forte che de lo spavento quella umile Italia fia salute per cui morì la vergine Cammilla