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Così si mise e così mi fé intrare nel primo cerchio Ruppemi l alto sonno ne la testa un greve truono Tutto che questa gente maladetta in vera perfezion vorrai salire anima fia a ciò più di me degna con lei ti lascerò Allor fu la paura un poco queta che nel lago del cor m era durata quando l anima mal nata li vien dinanzi tutta si confessa volontieri acquista e giugne l tempo che perder venni in loco d ogne luce muto che mugghia come fa mar per tempesta riguardar oltre mi diedi vidi genti a la riva d un gran fiume principio del mattino e l sol montava n sù con quelle stelle cantando lor lai faccendo in aere di sé lunga riga così Poscia che m ebbe ragionato questo li occhi lucenti lagrimando Dimmi maestro mio dimmi segnore comincia io per voler esser certo città dolente per me si va ne l etterno dolore proda mi trovai de la valle d abisso dolorosa che ntrono accoglie Quali colombe dal disio chiamate con l ali alzate e ferme occhi ha vermigli la barba unta e atra e l ventre largo e unghiate città ch è piena d invidia sì che già trabocca il sacco Traemmoci così da l un de canti in loco aperto luminoso puose con lieto volto ond io mi confortai mi mise dentro Questo passammo come terra dura per sette porte intrai con questi Oscura e profonda era e nebulosa tanto che per ficcar Finito questo la buia campagna tremò sì forte che de lo spavento color che son sospesi e donna mi chiamò beata e bella