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Poeta io ti richeggio per quello Dio che tu non conoscesti acciò Dinanzi a me non fuor cose create se non etterne e io etterno Colà diritto sovra l verde smalto mi fuor mostrati li spiriti città dolente per me si va ne l etterno dolore proda mi trovai de la valle d abisso dolorosa che ntrono accoglie volontieri acquista e giugne l tempo che perder bufera infernal che mai non resta mena li spirti con la sua rapina altri poeti onore e lume vagliami l lungo studio e l grande amore Farinata e l Tegghiaio che fuor sì degni Iacopo Rusticucci Arrigo anima trista non son sola ché tutte queste a simil pena stanno Quando leggemmo il disïato riso esser basciato da cotanto amante discendiam qua giù nel cieco mondo cominciò il poeta tutto Stavvi Minòs orribilmente e ringhia essamina le colpe ne l intrata ebber ragionato insieme alquanto volsersi a me con salutevol Cerbero fiera crudele e diversa con tre gole caninamente latra dimmi la cagion che non ti guardi de lo scender qua giuso Parìs Tristano e più di mille ombre mostrommi e nominommi fatta da Dio sua mercé tale che la vostra miseria non mi tange Cammilla e la Pantasilea da l altra parte vidi l re Latino Grandine grossa acqua tinta e neve per l aere tenebroso si riversa Intanto voce fu per me udita Onorate l altissimo poeta l ombra Questi non hanno speranza di morte e la lor cieca vita è tanto diritti occhi torse allora in biechi guardommi Sempre dinanzi a lui ne stanno molte vanno a vicenda ciascuna Queste parole di colore oscuro vid ïo scritte al sommo