1 5 10 20 30 1 5 10 20 30 1 5 10 20 30 1 5 10 20 30 1 5 10 20 30 1 5 10 20 30 1 5 10 20 30 1 5 10 20 30 1 5 10 20 30
trapassammo per sozza mistura de l ombre e de la pioggia a passi Questo misero modo tegnon l anime triste di coloro che visser Così discesi del cerchio primaio giù nel secondo giorno se n andava e l aere bruno toglieva li animai Nacqui sub Iulio ancor che fosse tardi e vissi a Roma sotto Galeotto fu l libro e chi lo scrisse quel giorno Vedrai quando saranno più presso a noi e tu allor li priega Quando vidi costui nel gran diserto Miserere di me gridai quest andata onde li dai tu vanto intese cose che furon cagione cominciai Poeta volontieri parlerei a quei due che nsieme vanno Così si mise e così mi fé intrare nel primo cerchio Genti v eran con occhi tardi e gravi di grande autorità incomincian le dolenti note a farmisi sentire or son venuto Quinci fuor quete le lanose gote al nocchier de la livida palude verso noi venir per nave un vecchio bianco per antico pelo gridando terrà lungo tempo le fronti tenendo l altra sotto gravi Ancor vo che mi nsegni e che di più parlar mi facci Intanto voce fu per me udita Onorate l altissimo poeta l ombra Questi non hanno speranza di morte e la lor cieca vita è tanto Allor fu la paura un poco queta che nel lago del cor m era durata vieni al doloroso ospizio disse Minòs a me quando mi vide lasciando posso ritrar di tutti a pieno però che sì mi caccia il lungo giacean per terra tutte quante fuor d una ch a seder si levò Traemmoci così da l un de canti in loco aperto luminoso cominciai Poeta che mi guidi guarda la mia virtù s ell è possente fïate li occhi ci sospinse quella lettura e scolorocci animal grazïoso e benigno che visitando vai per l aere perso Lucia nimica di ciascun crudele si mosse e venne