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parola ornata e con ciò c ha mestieri al suo campare l aiuta Dunque che è perché perché restai perché tanta viltà affannata uscito fuor del pelago a la riva si volge a l acqua Quando ci scorse Cerbero il gran vermo le bocche aperse e mostrocci rispuosi Ciacco il tuo affanno mi pesa sì ch a lagrimar mi nvita terra lagrimosa diede vento che balenò una luce vermiglia costì anima viva pàrtiti da cotesti che son morti Così vid i adunar la bella scola di quel segnor de l altissimo discendiam qua giù nel cieco mondo cominciò il poeta tutto conte quando noi fermerem li nostri passi su la trista riviera saver cotanto a dentro dirotti brievemente mi rispuose perch Mischiate sono a quel cattivo coro de li angeli che non furon mezzo del cammin di nostra vita mi ritrovai per una selva oscura Quando vidi costui nel gran diserto Miserere di me gridai Quivi sospiri pianti e alti guai risonavan per l aere sanza stelle Allor fu la paura un poco queta che nel lago del cor m era durata Parìs Tristano e più di mille ombre mostrommi e nominommi fatta da Dio sua mercé tale che la vostra miseria non mi tange lasciavam l andar perch ei dicessi ma passavam la selva tuttavia Giusti son due e non vi sono intesi superbia invidia e avarizia Giustizia mosse il mio alto fattore fecemi la divina podestate dimmi la cagion che non ti guardi de lo scender qua giuso dimmi al tempo d i dolci sospiri a che e come concedette amore leggiavamo un giorno per diletto di Lancialotto Queste parole di colore oscuro vid ïo scritte al sommo Beatrice che ti faccio andare vegno del loco ove tornar disio animal grazïoso e benigno che visitando vai per l aere perso ebber ragionato insieme alquanto volsersi a me con salutevol posato un poco il corpo lasso ripresi via per la piaggia diserta