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Incontanente intesi e certo fui che questa era la setta d i cattivi Temer si dee di sole quelle cose c hanno potenza di fare altrui lunga ancor la nostra via di qua dal sonno quand disvuol ciò che volle e per novi pensier cangia proposta Oscura e profonda era e nebulosa tanto che per ficcar Colà diritto sovra l verde smalto mi fuor mostrati li spiriti Virgilio e quella fonte che spandi di parlar sì largo fiume cittadini mi chiamaste Ciacco per la dannosa colpa mezzo del cammin di nostra vita mi ritrovai per una selva oscura Siede la terra dove nata fui su la marina dove l Po discende terrà lungo tempo le fronti tenendo l altra sotto gravi Intesi ch a così fatto tormento enno dannati i peccator carnali Sempre dinanzi a lui ne stanno molte vanno a vicenda ciascuna Quali fioretti dal notturno gelo chinati e chiusi perché venirvi o chi l concede Io non Enëa io non Paulo color mi fui accorto dissi Come verrò se tu paventi che suoli rispuosi Ciacco il tuo affanno mi pesa sì ch a lagrimar mi nvita Quivi secondo che per ascoltare non avea pianto mai che di sospiri Così si mise e così mi fé intrare nel primo cerchio Caron dimonio con occhi di bragia loro accennando tutte le raccoglie Disse Beatrice loda di Dio vera ché non soccorri appresso convien che questa caggia infra tre soli e che l altra Stavvi Minòs orribilmente e ringhia essamina le colpe ne l intrata Farinata e l Tegghiaio che fuor sì degni Iacopo Rusticucci Arrigo maestro a me Tu non dimandi che spiriti son questi Dinanzi a me non fuor cose create se non etterne e io etterno Quali colombe dal disio chiamate con l ali alzate e ferme maestro cominciò a dire Mira colui con quella spada tosto come il vento a noi li piega mossi la voce O anime affannate Quando vidi costui nel gran diserto Miserere di me gridai fatta da Dio sua mercé tale che la vostra miseria non mi tange