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Poscia che m ebbe ragionato questo li occhi lucenti lagrimando Mentre che l uno spirto questo disse l altro piangëa Rispuosemi Non omo omo già fui e li parenti miei furon lombardi prima di color di cui novelle tu vuo saper mi disse quelli allotta cantando lor lai faccendo in aere di sé lunga riga così rigavan lor di sangue il volto che mischiato di lagrime Disse Beatrice loda di Dio vera ché non soccorri Questi sciaurati che mai non fur vivi erano ignudi e stimolati mezzo del cammin di nostra vita mi ritrovai per una selva oscura quasi al cominciar de l erta una lonza leggera e presta molto parola ornata e con ciò c ha mestieri al suo campare l aiuta posato un poco il corpo lasso ripresi via per la piaggia diserta Quali colombe dal disio chiamate con l ali alzate e ferme Poeta io ti richeggio per quello Dio che tu non conoscesti acciò maestro a me Tu non dimandi che spiriti son questi innalzai un poco più le ciglia vidi l maestro di color che sanno quelli a me L onrata nominanza che di lor suona Mischiate sono a quel cattivo coro de li angeli che non furon discendiam qua giù nel cieco mondo cominciò il poeta tutto Ritorna a tua scïenza che vuol quanto la cosa è più perfetta Diverse lingue orribili favelle parole di dolore accenti Quand io intesi quell anime offense china il viso e tanto anima trista non son sola ché tutte queste a simil pena stanno aggirammo a tondo quella strada parlando più assai Queste parole di colore oscuro vid ïo scritte al sommo Ruppemi l alto sonno ne la testa un greve truono Genti v eran con occhi tardi e gravi di grande autorità stornei ne portan l ali nel freddo tempo a schiera larga e piena Trasseci l ombra del primo parente d Abèl suo figlio e quella puose con lieto volto ond io mi confortai mi mise dentro Così si mise e così mi fé intrare nel primo cerchio proda mi trovai de la valle d abisso dolorosa che ntrono accoglie