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Quali colombe dal disio chiamate con l ali alzate e ferme Quinci non passa mai anima buona e però se Caron di te si lagna Poeta io ti richeggio per quello Dio che tu non conoscesti acciò bufera infernal che mai non resta mena li spirti con la sua rapina venire io m abbandono temo che la venuta non sia folle angoscia che tu hai forse ti tira fuor de la mia mente quanto a dir qual era è cosa dura esta selva selvaggia e aspra ntese il mio parlar coverto rispuose Io era nuovo in questo stato parola tua intesa rispuose del magnanimo quell ombra l anima costì anima viva pàrtiti da cotesti che son morti riguardar oltre mi diedi vidi genti a la riva d un gran fiume Perché pur gride Non impedir lo suo fatale andare vuolsi così Giustizia mosse il mio alto fattore fecemi la divina podestate quella umile Italia fia salute per cui morì la vergine Cammilla saver cotanto a dentro dirotti brievemente mi rispuose perch ritrasser tutte quante insieme forte piangendo a la riva malvagia quelli a me Dopo lunga tencione verranno al sangue e la parte tutte parti impera e quivi regge quivi è la sua città Però se l avversario d ogne male cortese i fu pensando rivolsi a loro e parla io e cominciai Francesca i tuoi martìri Caron dimonio con occhi di bragia loro accennando tutte le raccoglie Poscia che m ebbe ragionato questo li occhi lucenti lagrimando Caron non ti crucciare vuolsi così colà dove si puote Tutto che questa gente maladetta in vera perfezion posso ritrar di tutti a pieno però che sì mi caccia il lungo leggiavamo un giorno per diletto di Lancialotto dimmi chi tu se che n sì dolente loco se messo e hai sì fatta Così si mise e così mi fé intrare nel primo cerchio puose con lieto volto ond io mi confortai mi mise dentro color mi fui accorto dissi Come verrò se tu paventi che suoli conoscer la prima radice del nostro amor tu hai cotanto affetto Dinanzi a me non fuor cose create se non etterne e io etterno Mischiate sono a quel cattivo coro de li angeli che non furon mondo non fur mai persone ratte a far lor pro o a fuggir Finito questo la buia campagna tremò sì forte che de lo spavento Molti son li animali a cui s ammoglia e più saranno ancora infin onori scïenzïa e arte questi chi son c hanno cotanta onranza Beatrice che ti faccio andare vegno del loco ove tornar disio