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incomincian le dolenti note a farmisi sentire or son venuto giorno se n andava e l aere bruno toglieva li animai lunga ancor la nostra via di qua dal sonno quand Virgilio e quella fonte che spandi di parlar sì largo fiume leggiavamo un giorno per diletto di Lancialotto angoscia che tu hai forse ti tira fuor de la mia mente Caccianli i ciel per non esser men belli né lo profondo inferno Questo misero modo tegnon l anime triste di coloro che visser Queste parole di colore oscuro vid ïo scritte al sommo Quando sarò dinanzi al segnor mio di te mi loderò sovente onori scïenzïa e arte questi chi son c hanno cotanta onranza Tutti lo miran tutti onor li fanno quivi vid ïo Socrate e Platone color che son sospesi e donna mi chiamò beata e bella posato un poco il corpo lasso ripresi via per la piaggia diserta Beatrice che ti faccio andare vegno del loco ove tornar disio quelli a me Dopo lunga tencione verranno al sangue e la parte Temer si dee di sole quelle cose c hanno potenza di fare altrui tosto come il vento a noi li piega mossi la voce O anime affannate dimmi chi tu se che n sì dolente loco se messo e hai sì fatta Così discesi del cerchio primaio giù nel secondo Caron dimonio con occhi di bragia loro accennando tutte le raccoglie Bestemmiavano Dio e lor parenti l umana spezie e l loco e l tempo Bruto che cacciò Tarquino Lucrezia Iulia Marzïa e Corniglia vieni al doloroso ospizio disse Minòs a me quando mi vide lasciando Quando giungon davanti a la ruina quivi le strida il compianto Tutto che questa gente maladetta in vera perfezion venni a te così com ella volse d inanzi a quella fiera ti levai tutte parti impera e quivi regge quivi è la sua città altra è colei che s ancise amorosa e ruppe fede al cener quelli a me L onrata nominanza che di lor suona ridir com i v intrai tant era pien di sonno a quel punto Mentre ch i rovinava in basso loco dinanzi a li occhi Quinci non passa mai anima buona e però se Caron di te si lagna venire io m abbandono temo che la venuta non sia folle Grandine grossa acqua tinta e neve per l aere tenebroso si riversa Vedrai quando saranno più presso a noi e tu allor li priega Quivi sospiri pianti e alti guai risonavan per l aere sanza stelle passavam su per l ombre che adona la greve pioggia e ponavam Quand io intesi quell anime offense china il viso e tanto venni in loco d ogne luce muto che mugghia come fa mar per tempesta