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Questo passammo come terra dura per sette porte intrai con questi cantando lor lai faccendo in aere di sé lunga riga così Trasseci l ombra del primo parente d Abèl suo figlio e quella terzo cerchio de la piova etterna maladetta fredda e greve regola maestro e l mio autore tu se solo colui da cu io tolsi lo bello Quali colombe dal disio chiamate con l ali alzate e ferme Eletra con molti compagni tra quai conobbi Ettòr ed Enea Cesare Siede la terra dove nata fui su la marina dove l Po discende quell anime ch eran lasse e nude cangiar colore e dibattero partiva disse Per altra via per altri porti verrai a piaggia restata e queta vidi quattro grand ombre a noi venire sembianz proda mi trovai de la valle d abisso dolorosa che ntrono accoglie nullo amato amar perdona mi prese del costui piacer sì forte innalzai un poco più le ciglia vidi l maestro di color che sanno vizio di lussuria fu sì rotta che libito fé licito in sua legge diritti occhi torse allora in biechi guardommi riguardar oltre mi diedi vidi genti a la riva d un gran fiume Quando ci scorse Cerbero il gran vermo le bocche aperse e mostrocci Poscia ch io ebbi l mio dottore udito nomar le donne antiche Ancor vo che mi nsegni e che di più parlar mi facci Parìs Tristano e più di mille ombre mostrommi e nominommi costì anima viva pàrtiti da cotesti che son morti tutte brame sembiava carca ne la sua magrezza e molte genti perché ritorni a tanta noia perché non sali il dilettoso monte Caron dimonio con occhi di bragia loro accennando tutte le raccoglie posso ritrar di tutti a pieno però che sì mi caccia il lungo questo nferno tratto mi disse riconoscimi se sai tu fosti prima Questi la caccerà per ogne villa fin che l avrà rimessa tornar de la mente che si chiuse dinanzi a la pietà città dolente per me si va ne l etterno dolore udire e che parlar vi piace noi udiremo e parleremo a voi mentre lasciavam l andar perch ei dicessi ma passavam la selva tuttavia Poeta io ti richeggio per quello Dio che tu non conoscesti acciò color che son sospesi e donna mi chiamò beata e bella difetti non per altro rio semo perduti e sol di tanto offesi parola ornata e con ciò c ha mestieri al suo campare l aiuta quando l anima mal nata li vien dinanzi tutta si confessa bufera infernal che mai non resta mena li spirti con la sua rapina autunno si levan le foglie l una appresso de l altra Nacqui sub Iulio ancor che fosse tardi e vissi a Roma sotto Dinanzi a me non fuor cose create se non etterne e io etterno Mentre ch i rovinava in basso loco dinanzi a li occhi