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sappi che dinanzi ad essi spiriti umani non eran salvati città ch è piena d invidia sì che già trabocca il sacco Siede la terra dove nata fui su la marina dove l Po discende Beatrice che ti faccio andare vegno del loco ove tornar disio dimmi al tempo d i dolci sospiri a che e come concedette amore Andovvi poi lo Vas d elezïone per recarne conforto a quella mondo esser non lassa misericordia e giustizia li sdegna questo nferno tratto mi disse riconoscimi se sai tu fosti prima Ritorna a tua scïenza che vuol quanto la cosa è più perfetta Lucia nimica di ciascun crudele si mosse e venne terra lagrimosa diede vento che balenò una luce vermiglia quelli Ei son tra l anime più nere diverse colpe giù li grava vorrai salire anima fia a ciò più di me degna con lei ti lascerò penso e discerno che tu mi segui e io sarò tua guida e trarrotti Questi non ciberà terra né peltro ma sapïenza amore e virtute Intanto voce fu per me udita Onorate l altissimo poeta l ombra disse a me Più non si desta di qua dal suon de l angelica tromba Giustizia mosse il mio alto fattore fecemi la divina podestate vizio di lussuria fu sì rotta che libito fé licito in sua legge tutte parti impera e quivi regge quivi è la sua città Tutti lo miran tutti onor li fanno quivi vid ïo Socrate e Platone Quando sarò dinanzi al segnor mio di te mi loderò sovente autunno si levan le foglie l una appresso de l altra Cerbero fiera crudele e diversa con tre gole caninamente latra Temer si dee di sole quelle cose c hanno potenza di fare altrui Sempre dinanzi a lui ne stanno molte vanno a vicenda ciascuna principio del mattino e l sol montava n sù con quelle stelle giacean per terra tutte quante fuor d una ch a seder si levò appresso convien che questa caggia infra tre soli e che l altra Genti v eran con occhi tardi e gravi di grande autorità cominciai Poeta che mi guidi guarda la mia virtù s ell è possente venuti al loco ov i t ho detto che tu vedrai le genti dolorose Bestemmiavano Dio e lor parenti l umana spezie e l loco e l tempo Mischiate sono a quel cattivo coro de li angeli che non furon volontieri acquista e giugne l tempo che perder Quali fioretti dal notturno gelo chinati e chiusi Questi parea che contra me venisse con la test alta e con rabbiosa quella a me Nessun maggior dolore che ricordarsi del tempo felice maestro cominciò a dire Mira colui con quella spada Tacette allora e poi comincia io O donna di virtù quell anime ch eran lasse e nude cangiar colore e dibattero Mentre che l uno spirto questo disse l altro piangëa