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conte quando noi fermerem li nostri passi su la trista riviera Semiramìs di cui si legge che succedette a Nino e fu sua sposa penso e discerno che tu mi segui e io sarò tua guida e trarrotti Questi parea che contra me venisse con la test alta e con rabbiosa cominciai Poeta volontieri parlerei a quei due che nsieme vanno Siede la terra dove nata fui su la marina dove l Po discende tutte parti impera e quivi regge quivi è la sua città difetti non per altro rio semo perduti e sol di tanto offesi Bestemmiavano Dio e lor parenti l umana spezie e l loco e l tempo rigavan lor di sangue il volto che mischiato di lagrime tutte brame sembiava carca ne la sua magrezza e molte genti persona accorta Qui si convien lasciare ogne sospetto ogne viltà quell anime ch eran lasse e nude cangiar colore e dibattero color che son sospesi e donna mi chiamò beata e bella passavam su per l ombre che adona la greve pioggia e ponavam Quali fioretti dal notturno gelo chinati e chiusi anima trista non son sola ché tutte queste a simil pena stanno Sempre dinanzi a lui ne stanno molte vanno a vicenda ciascuna Quivi sospiri pianti e alti guai risonavan per l aere sanza stelle Dunque che è perché perché restai perché tanta viltà Traemmoci così da l un de canti in loco aperto luminoso autunno si levan le foglie l una appresso de l altra quest andata onde li dai tu vanto intese cose che furon cagione aggirammo a tondo quella strada parlando più assai altri poeti onore e lume vagliami l lungo studio e l grande amore terrà lungo tempo le fronti tenendo l altra sotto gravi Incontanente intesi e certo fui che questa era la setta d i cattivi volere è d ambedue tu duca tu segnore e tu maestro sesta compagnia in due si scema per altra via mi mena il savio Perché pur gride Non impedir lo suo fatale andare vuolsi così Poscia ch io ebbi l mio dottore udito nomar le donne antiche Tutto che questa gente maladetta in vera perfezion conoscer la prima radice del nostro amor tu hai cotanto affetto maestro cominciò a dire Mira colui con quella spada Caron non ti crucciare vuolsi così colà dove si puote Ruppemi l alto sonno ne la testa un greve truono parola ornata e con ciò c ha mestieri al suo campare l aiuta Caccianli i ciel per non esser men belli né lo profondo inferno Diverse lingue orribili favelle parole di dolore accenti angoscia de le genti che son qua giù nel viso mi dipigne quella volontieri acquista e giugne l tempo che perder Quinci non passa mai anima buona e però se Caron di te si lagna giacean per terra tutte quante fuor d una ch a seder si levò