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incomincian le dolenti note a farmisi sentire or son venuto angoscia che tu hai forse ti tira fuor de la mia mente Così si mise e così mi fé intrare nel primo cerchio stornei ne portan l ali nel freddo tempo a schiera larga e piena cominciai Poeta volontieri parlerei a quei due che nsieme vanno occhi ha vermigli la barba unta e atra e l ventre largo e unghiate passavam su per l ombre che adona la greve pioggia e ponavam Ruppemi l alto sonno ne la testa un greve truono appresso convien che questa caggia infra tre soli e che l altra Dunque che è perché perché restai perché tanta viltà giacean per terra tutte quante fuor d una ch a seder si levò città dolente per me si va ne l etterno dolore venire io m abbandono temo che la venuta non sia folle ntese il mio parlar coverto rispuose Io era nuovo in questo stato difetti non per altro rio semo perduti e sol di tanto offesi Poscia che m ebbe ragionato questo li occhi lucenti lagrimando tutte parti impera e quivi regge quivi è la sua città Genti v eran con occhi tardi e gravi di grande autorità altra è colei che s ancise amorosa e ruppe fede al cener Farinata e l Tegghiaio che fuor sì degni Iacopo Rusticucci Arrigo Mischiate sono a quel cattivo coro de li angeli che non furon Questi parea che contra me venisse con la test alta e con rabbiosa Sempre dinanzi a lui ne stanno molte vanno a vicenda ciascuna conoscer la prima radice del nostro amor tu hai cotanto affetto venni a te così com ella volse d inanzi a quella fiera ti levai Questi non ciberà terra né peltro ma sapïenza amore e virtute Giustizia mosse il mio alto fattore fecemi la divina podestate altri poeti onore e lume vagliami l lungo studio e l grande amore prese al cor quando lo ntesi però che gente di molto valore Tacette allora e poi comincia io O donna di virtù Tutto che questa gente maladetta in vera perfezion Così li dissi e poi che mosso fue intrai per lo cammino lasciavam l andar perch ei dicessi ma passavam la selva tuttavia penso e discerno che tu mi segui e io sarò tua guida e trarrotti dimmi al tempo d i dolci sospiri a che e come concedette amore discendiam qua giù nel cieco mondo cominciò il poeta tutto costì anima viva pàrtiti da cotesti che son morti Mentre ch i rovinava in basso loco dinanzi a li occhi Diverse lingue orribili favelle parole di dolore accenti Bruto che cacciò Tarquino Lucrezia Iulia Marzïa e Corniglia aggirammo a tondo quella strada parlando più assai rigavan lor di sangue il volto che mischiato di lagrime Questi non hanno speranza di morte e la lor cieca vita è tanto