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onori scïenzïa e arte questi chi son c hanno cotanta onranza Questi non ciberà terra né peltro ma sapïenza amore e virtute Cerbero fiera crudele e diversa con tre gole caninamente latra Andovvi poi lo Vas d elezïone per recarne conforto a quella ebber ragionato insieme alquanto volsersi a me con salutevol Quinci fuor quete le lanose gote al nocchier de la livida palude rivolsi a loro e parla io e cominciai Francesca i tuoi martìri Tacette allora e poi comincia io O donna di virtù quelli a me L onrata nominanza che di lor suona cominciai Poeta che mi guidi guarda la mia virtù s ell è possente rigavan lor di sangue il volto che mischiato di lagrime Allor fu la paura un poco queta che nel lago del cor m era durata Elena vedi per cui tanto reo tempo si volse e vedi l grande Achille Galeotto fu l libro e chi lo scrisse quel giorno bestia per cu io mi volsi aiutami da lei famoso saggio aggirammo a tondo quella strada parlando più assai Però che ciascun meco si convene nel nome che sonò difetti non per altro rio semo perduti e sol di tanto offesi giacean per terra tutte quante fuor d una ch a seder si levò quanto a dir qual era è cosa dura esta selva selvaggia e aspra lasciavam l andar perch ei dicessi ma passavam la selva tuttavia ritrasser tutte quante insieme forte piangendo a la riva malvagia Quand io intesi quell anime offense china il viso e tanto terzo cerchio de la piova etterna maladetta fredda e greve regola dimmi al tempo d i dolci sospiri a che e come concedette amore Dimmi maestro mio dimmi segnore comincia io per voler esser certo dimmi la cagion che non ti guardi de lo scender qua giuso Urlar li fa la pioggia come cani de l un de lati fanno a l altro fatta da Dio sua mercé tale che la vostra miseria non mi tange Poscia ch io ebbi l mio dottore udito nomar le donne antiche saver cotanto a dentro dirotti brievemente mi rispuose perch sesta compagnia in due si scema per altra via mi mena il savio Rispuosemi Non omo omo già fui e li parenti miei furon lombardi incomincian le dolenti note a farmisi sentire or son venuto Questi la caccerà per ogne villa fin che l avrà rimessa ridir com i v intrai tant era pien di sonno a quel punto quando l anima mal nata li vien dinanzi tutta si confessa Ancor vo che mi nsegni e che di più parlar mi facci altra è colei che s ancise amorosa e ruppe fede al cener Bruto che cacciò Tarquino Lucrezia Iulia Marzïa e Corniglia Quivi sospiri pianti e alti guai risonavan per l aere sanza stelle cittadini mi chiamaste Ciacco per la dannosa colpa parola tua intesa rispuose del magnanimo quell ombra l anima restata e queta vidi quattro grand ombre a noi venire sembianz discendiam qua giù nel cieco mondo cominciò il poeta tutto vieni al doloroso ospizio disse Minòs a me quando mi vide lasciando volere è d ambedue tu duca tu segnore e tu maestro