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nullo amato amar perdona mi prese del costui piacer sì forte Quando giungon davanti a la ruina quivi le strida il compianto venire io m abbandono temo che la venuta non sia folle quando l anima mal nata li vien dinanzi tutta si confessa Questa chiese Lucia in suo dimando e disse Or ha bisogno venni in loco d ogne luce muto che mugghia come fa mar per tempesta penso e discerno che tu mi segui e io sarò tua guida e trarrotti quell anime ch eran lasse e nude cangiar colore e dibattero Grandine grossa acqua tinta e neve per l aere tenebroso si riversa Allor fu la paura un poco queta che nel lago del cor m era durata Rispuosemi Non omo omo già fui e li parenti miei furon lombardi partiva disse Per altra via per altri porti verrai a piaggia restata e queta vidi quattro grand ombre a noi venire sembianz Nacqui sub Iulio ancor che fosse tardi e vissi a Roma sotto Questi non hanno speranza di morte e la lor cieca vita è tanto prese al cor quando lo ntesi però che gente di molto valore Silvïo il parente corruttibile ancora ad immortale secolo andò quelli Ei son tra l anime più nere diverse colpe giù li grava conte quando noi fermerem li nostri passi su la trista riviera Oscura e profonda era e nebulosa tanto che per ficcar Intanto voce fu per me udita Onorate l altissimo poeta l ombra Eletra con molti compagni tra quai conobbi Ettòr ed Enea Cesare onori scïenzïa e arte questi chi son c hanno cotanta onranza cominciai Poeta volontieri parlerei a quei due che nsieme vanno abbaiando agogna e si racqueta poi che l pasto morde lungi n eravamo ancora un poco ma non sì ch io non discernessi verso noi venir per nave un vecchio bianco per antico pelo gridando Poscia ch io v ebbi alcun riconosciuto vidi e conobbi l ombra Urlar li fa la pioggia come cani de l un de lati fanno a l altro rivolsi a loro e parla io e cominciai Francesca i tuoi martìri Questi parea che contra me venisse con la test alta e con rabbiosa questo nferno tratto mi disse riconoscimi se sai tu fosti prima rigavan lor di sangue il volto che mischiato di lagrime venni a te così com ella volse d inanzi a quella fiera ti levai Così li dissi e poi che mosso fue intrai per lo cammino Siede la terra dove nata fui su la marina dove l Po discende quella a me Nessun maggior dolore che ricordarsi del tempo felice angoscia che tu hai forse ti tira fuor de la mia mente ntese il mio parlar coverto rispuose Io era nuovo in questo stato Poscia che m ebbe ragionato questo li occhi lucenti lagrimando lunga ancor la nostra via di qua dal sonno quand Quali fioretti dal notturno gelo chinati e chiusi Poeta io ti richeggio per quello Dio che tu non conoscesti acciò Lucevan li occhi suoi più che la stella e cominciommi animal grazïoso e benigno che visitando vai per l aere perso posato un poco il corpo lasso ripresi via per la piaggia diserta altri poeti onore e lume vagliami l lungo studio e l grande amore bufera infernal che mai non resta mena li spirti con la sua rapina